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SICUREZZA
REQUISITI ESSENZIALI
I principali requisiti per la sicurezza sono:
VENTILAZIONE: i locali dove sono installati gli apparecchi di utilizzazione devono essere adeguatamente ventilati al fine di far affluire l’aria necessaria per la combustione.
AERAZIONE: i locali dove sono presenti gli apparecchi che scaricano nell’ambiente i prodotti della combustione, devono essere adeguatamente aerati per favorire il ricambio dell’aria.
EVACUAZIONE PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE: gli apparecchi che devono evacuare i fumi prodotti dalla combustione all’esterno dei locali di istallazione, devono essere raccordati a sistemi di scarico come camini, canne fumarie, ecc., di sicura efficienza.
DISPOSITIVI DI SORVEGLIANZA DI FIAMMA: tutti gli apparecchi (ad esclusione dei piani di cottura, per i quali al momento non esiste l’obbligo) devono essere dotati di dispositivi di sorveglianza di fiamma per bloccare la fuoriuscita del gas in caso di spegnimento.
TENUTA DEGLI IMPIANTI: gli impianti di adduzione del gas combustibile devono essere a tenuta (non ci devono essere perdite di gas).
RIVELATORI DI GAS: questi dispositivi non sono obbligatori. Il loro eventuale impiego può tuttavia contribuire, con funzioni aggiuntive ma non sostitutive, alla sicurezza di impiego del gas combustibile, mediante una funzione di rilevamento e segnalazione ottica/acustica della presenza di gas nonché, talvolta, di intercettazione del gas stesso. Il loro impiego non esonera comunque dal rispetto di tutti i requisiti prescritti dalla legislazione e dalle normative pertinenti.
Ecco una serie di informazioni tecniche sui più comuni apparecchi alimentati a metano, e sulle norme di sicurezza per utilizzarli al meglio:
• sicurezza in cucina
• scaldacqua
• scaldabagno
• caldaia
• stufa
• dispositivi antiriflusso
• elettroventilatore
• scarico dei fumi
Il piano di cottura
Con l'apparecchio di cottura deve sempre essere previsto un sistema di scarico all'esterno dei prodotti della combustione, la cappa aspirante (anche detta ad espulsione) o un elettroventilatore per l'estrazione dei fumi; è comunque prevista dalla normativa una presa per l'ingresso d'aria atta a fornire l'ossigeno necessario alla combustione.
La superficie libera della presa d'aria è di almeno 100 cm2, ma se il piano di cottura è sprovvisto delle valvole di sicurezza, tale superficie deve essere di almeno 200 cm2. In assenza di cappa aspirante o ventilatore d'estrazione deve essere almeno presente un'apertura aggiuntiva di almeno 100 cm2 per l'evacuazione dei fumi realizzata nella parte alta del locale. I piani cottura sono le uniche apparecchiature a gas per le quali al momento non esiste obbligo di dispositivi di sicurezza che sono invece obbligatori per i forni domestici a gas. Tra i modelli di piano cottura in commercio, sono comunque molti quelli dotati di dispositivo di sicurezza: meglio allora scegliere la tranquillità!
Tubi di raccordo
Altro componente importante della sicurezza in cucina è il tubo di raccordo dell'apparecchio con il rubinetto del gas. Ne esistono due tipi:
per gli apparecchi tradizionali è il classico tubo di gomma, che non deve essere più lungo di 1,5 metri, deve essere fissato con fascette stringitubo che impediscano l'accidentale sfilamento dal rubinetto e dal raccordo della cucina, deve rispondere alla norma UNI-CIG n° 7140 e riportare la data di scadenza, al raggiungimento della quale dovrà essere sostituito, anche se non presenta segni di usura. Controllatelo spesso per verificare che non ci siano bruciature, tagli o screpolature;
per le cucine ad incasso è obbligatorio il tubo rigido o il tubo metallico flessibile, con attacchi filettati. Questo tipo di collegamento non è soggetto a scadenza anche se è bene controllarlo in occasione delle normali manutenzioni.
Lo scaldacqua
Lo scaldacqua può essere installato senza condotto di scarico dei fumi all'esterno. Questa soluzione, che sarebbe comunque preferibile evitare, comporta limitazioni sulla tipologia del locale di installazione e l'obbligo di realizzare due aperture per l'aerazione e la ventilazione del locale: una in basso per far entrare l'aria, ed una in alto, per far uscire i fumi della combustione. La superficie libera di ciascuna di tali prese d'aria è di almeno 100 cm2.
Lo scaldabagno
Lo scaldabagno deve essere necessariamente collegato a un condotto per lo scarico dei fumi e il locale più indicato per installarlo è la cucina. Se è del tipo a "camera aperta", occorre realizzare una presa d'aria con una superficie libera media calcolata in base alla potenzialità e comunque di almeno 100 cm2 per aerare il locale. È vietato installare tali apparecchi in bagni di volume inferiore a 20 metri cubi e in camera da letto. Esclusivamente i modelli a "camera stagna" possono essere installati in ogni camera e in ogni tipo di casa, anche in un monolocale, purchè venga garantita la ventilabilità attenzione però ai locali soggetti alla normativa per la prevenzione incendi (autorimesse, garage, box auto, depositi di materiali infiammabili, ecc) all'interno dei quali non è possibile installare alcun apparecchio a gas (è sempre possibile l'installazione all'esterno). Anche per gli scaldabagno ad accumulo valgono le stesse regole del modello istantaneo.
La caldaia
Anche per le caldaie, ai fini della sicurezza, occorre distinguere tra caldaie a "camera stagna" (tipo C) e caldaie tradizionali a "camera aperta": le caldaie a camera di combustione stagna possono essere installate in qualsiasi locale, purché sia ventilabile, mentre le caldaie a camera di combustione aperta devono essere installate in locali in cui è stata praticata un'apertura (conforme alla potenzialità degli apparecchi installati nel locale e ad eventuali ventilatori d'estrazione) e comunque di almeno 100 cm2. Le caldaie a camera aperta non possono essere installate in camera da letto o in locali uso bagno o doccia. Nessuna caldaia può essere installata in locali soggetti alla normativa per la prevenzione incendi (autorimesse, garage, box auto, depositi di materiali infiammabili, ecc).
La stufa
Le stufe, possono essere a "camera aperta" o a "camera stagna"
Entrambe assolvono il compito di riscaldare l'ambiente in cui si trovano e possono essere un'alternativa alla caldaia per riscaldamento se installate in numero adeguato. Trovano impiego soprattutto in abitazioni montane abitate saltuariamente, in cui un impianto che utilizza l'acqua come fluido termovettore potrebbe essere soggetto a problemi di congelamento.
Alcune stufe di piccola potenza possono essere installate senza il collegamento al condotto di scarico dei prodotti della combustione: tali apparecchi non possono però essere installati in camera da letto o in locali uso bagno o doccia e necessitano di due aperture poste nella parte alta e in quella bassa del locale. Gli apparecchi stagni vengono anche detti radiatori murali e scaricano i fumi a parete direttamente all'esterno; possono essere installati in qualunque locale ventilabile a patto però che il terminale di scarico a parete soddisfi le distanze imposte dalla norma UNI 7129.
Dispositivo di sicurezza contro il ricircolo dei fumi
Tutti gli apparecchi di tipo B1 installati dopo la pubblicazione della norma 7271, F.A.2 del dicembre 1991 devono essere dotati di un dispositivo di sicurezza contro il ricircolo dei fumi in ambiente (termostato fumi) installato in prossimità di un'uscita laterale del dispositivo rompitiraggio-antivento
L'elettroventilatore
L' elettroventilatore talvolta viene installato in sostituzione della tradizionale cappa a tiraggio naturale per evacuare i prodotti della combustione del piano di cottura. Se nello stesso locale sono installati anche altri apparecchi a gas a camera aperta dotati di sistemi di scarico dei fumi, la presa d'aria per l'aerazione del locale dovrà essere opportunamente maggiorata, in funzione della portata dell'elettroventilatore. L'installazione di questi sistemi deve comunque essere effettuata da un'impresa abilitata.
Lo scarico dei fumi
È di fondamentale importanza ai fini della sicurezza. Per legge, può essere realizzato in diversi modi, in funzione del tipo di apparecchio. Il condotto di scarico deve rispettare le dimensioni previste ed essere costruito con materiali che, con la opportuna manutenzione, garantiscano la piena efficienza nel tempo.
Le caldaie di nuova installazione devono scaricare i fumi attraverso camini o canne fumarie con sbocco oltre il colmo del tetto. Fanno eccezione le nuove installazioni con caldaie a bassa emissione di inquinanti e le sostituzioni di caldaie preesistenti.
Stufe e radiatori murali possono scaricare a parete, seguendo le indicazioni previste dalla normativa.
Per gli scaldabagno, se la canna fumaria non esiste o non è a norma, è possibile scaricare i prodotti della combustione attraverso un muro perimetrale dell'abitazione, mediante apposito terminale di scarico. Per gli scaldabagno a flusso forzato il terminale di scarico ha in genere un diametro inferiore.
È importante far controllare regolarmente lo stato e l'efficienza (tiraggio) del sistema di scarico dei fumi, per essere sicuri, ad esempio, che non siano ostruiti da nidi o altri oggetti. Tutti i dettagli sullo scarico dei prodotti della combustione sono contenuti nella norma UNI-CIG n° 7129, che le imprese devono rispettare.
MANUTENZIONE PERIODICA
Una buona abitudine
La manutenzione periodica è importante, e per le caldaie è obbligatorio farla fare ogni anno (D.P.R. n° 412 del 1993 e n° 551 del 1999). Anche se gli apparecchi sono molto robusti e la combustione del metano non produce residui corrosivi, gli anni si fanno sentire per tutti. Con un accurato controllo degli apparecchi, della ventilazione e del sistema di scarico dei fumi, svolto da un'impresa abilitata, verificherai in pochissimo tempo lo stato di funzionamento dell'impianto per mantenerne elevati nel tempo sia gli standard di sicurezza, sia il rendimento.
I controlli:
La manutenzione annuale della caldaia deve essere effettuata da un'impresa abilitata e comprende, tra l'altro:
la pulizia del bruciatore e dello scambiatore di calore;
la verifica della funzionalità dei sistemi di regolazione, sicurezza e controllo;
la verifica della corretta ventilazione del locale in cui è installata;
la verifica dell'efficienza dello scarico dei fumi: si consiglia di far eseguire tale controllo all'inizio della stagione termica, cioè prima di cominciare ad accendere il riscaldamento. Solo così si avrà la garanzia di uno scarico libero da eventuali nidi o altri oggetti. Il controllo degli scarichi e del tiraggio non riguarda solo la caldaia ma, naturalmente, anche tutte le apparecchiature collegate ad un canale di scarico (stufa, scaldabagno, e così via).
Per gli scaldabagno, le cucine e le stufe la manutenzione annuale non è obbligatoria, ma è consigliabile far effettuare controlli periodici per verificarne lo stato d'uso: si risparmia energia e si guadagna in sicurezza!
PICCOLE COSE DA RICORDARE
1. Non lasciare pentole con liquidi in ebollizione incustodite su piani di cottura non valvolati: il liquido potrebbe traboccare e spegnere la fiamma senza arrestare la fuoriuscita di gas.
2. Quando accendi un fuoco a gas, in particolare quello del forno, prima avvicina il fiammifero o l'accendigas al bruciatore, poi apri il rubinetto del gas.
3. Se il bruciatore non si accende al primo tentativo, chiudi il rubinetto del gas e aspetta qualche minuto per lasciar disperdere il gas che si è accumulato nel forno.
Sembrerà superfluo dirlo ma, in generale, se senti odore di gas, fa' attenzione e segui queste semplici indicazioni:
non azionare interruttori elettrici (luci, campanelli, telefono, ecc.);
non accendere fiamme;
spegni le fiamme accese;
aera subito e bene l'ambiente, creando correnti d'aria;
chiudi il rubinetto sul contatore del gas;
telefona all'azienda distributrice del gas (meglio da un telefono fuori casa); se l'azienda distributrice rileva che la dispersione non dipende dalla rete ma dal tuo impianto, chiama subito un'impresa abilitata.
RILEVATORI E SEGNALATORI DI GAS
Il metano distribuito nelle case viene "odorizzato", in modo che si possa avvertirne subito l'eventuale presenza. Esistono comunque in commercio apparecchi detti "segnalatori" o "rivelatori" di gas per uso domestico, che "sentono" il gas presente nell'ambiente e lo segnalano con allarmi acustici o ottici, cioè con una luce oppure con una sirena o un sibilo. Alcuni di questi rivelatori possono anche bloccare il flusso del gas nell'impianto dopo il contatore, a patto che siano collegati ad una elettrovalvola collocata subito dopo il contatore stesso.
Installare questi dispositivi non è obbligatorio ma se decidi di farlo, devi comunque osservare le regole prescritte dalle norme UNI-CIG sull'installazione e l'uso degli apparecchi a gas, sulla ventilazione dei locali e sullo scarico dei prodotti della combustione.
È importante sottolineare che, allo stato attuale della tecnologia, i sensori dei rivelatori di gas presentano limiti di affidabilità nel tempo che, a volte, possono originare falsi allarmi o... false sicurezze. Se decidi di installare uno di questi dispositivi, accertati che sull'apparecchio sia presente il marchio di qualità IMQ e verifica che sia idoneo al tipo di gas utilizzato.
Un'ultima importante avvertenza: installare un rivelatore di gas è particolarmente delicato poiché è difficile posizionare correttamente il dispositivo nell'ambiente affinché rilevi anche una minima presenza di gas. Pertanto, l'installazione deve essere effettuata da imprese abilitate, secondo le istruzioni del costruttore e in conformità con le indicazioni ministeriali e le norme vigenti.
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